Emma Bovary e Anna Karenina

5501912_282958“Restò smarrita nella stupefazione; aveva coscienza di se stessa solo per il battito delle vene che credeva di sentir sfuggire come una musica assordante che riempisse la campagna” (Emma)
“Non siamo forse tutti gettati nel mondo per odiarci a vicenda, e poi tormentare noi stessi e gli altri? (Anna)

Un noto giochino consiste nel domandare ai lettori: vuoi più bene a Emma o ad Anna? Ci ho provato ma non mi riesce di rispondere. A chi volesse esprimere il suo voto dico solo: non travisate le due signore come fanno gli innamorati al primo appuntamento.  Tenete a mente che Emma è una vittima e Anna un carnefice. Emma muore per punirsi di aver amato in modo infantile e spropositato, come nei romanzi scritti male. Lei che è scritta in modo eccellente per restare fedele a se stessa deve spegnersi in modo atroce. 81GUhJvLtdLAnna, invece, sceglie la morte per punire Vronskij, e per liberarsi di se stessa. Lo uccide gettandosi sulle rotaie per fargli pagare un supposto abbandono – lui non aveva intenzione di lasciarla per la scialba figlia della principessina, via! – suggeritole dalla sua folle gelosia, dall’oppio. Emma è goffa, con i suoi troppi doni, il medaglione con la ciocca di capelli, le tende preziose, gli alberghi di lusso che non può permettersi. Ha sposato un beota che appena apre bocca infanga in modo irreparabile le sue fantasticherie sull’amore e per questo lo tradisce e con gusto, ma almeno non lo umilia con la verità; cosa che invece Anna fa ripetutamente e senza il minimo rimorso. Certo anche Anna ha le sue ragioni: Karenin, proprio come il beota Bovary,  non la merita, non riesce a farla felice e si lascia convincere da un’odiosa beghina a toglierle il figlio. Ma a lei, almeno, spetta un amore vero, quello dell’affascinante e onorevole Vronskij. Invece Emma deve accontentarsi del rapace Rodolphe o dell’immaturo, e anche insipido, Léon, ed entrambi la tradiscono un’ultima volta e per sempre rifiutandosi di aiutarla. Insomma alla fine vedete voi. Io le amo entrambe quindi mi astengo. Ma dovendo scegliere un’eroina ugualmente bella e affascinante e dal destino tragico ho in mente un terzo nome. Anche lei è stata incarnata in un romanzo sublime. Chi è ve lo dico domani.

Madame Bovary, Gustave Flaubert, 1857

Anna Karenina, Lev Tolstoj , 1877

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