La saggezza nel sangue

8811683718029608-300x451“Non aveva mai osservato la sua faccia più composta che in quel momento e gli afferrò la mano e se la tenne sul cuore. Era inerte e secca. Sotto la pelle risaltava nitido il contorno di un teschio e le occhiaie fonde bruciate sembravano condurre nel tunnel buio dove lui era sparito. La donna si chinò quasi rasente alla faccia, scrutando quelle orbite sempre più addentro, tentando di vedere com’era stata truffata o che cosa l’aveva truffata, però non riuscì a veder nulla. Chiuse gli occhi e vide il puntino di luce ma a lontananza così remota che non poté trattenerlo saldo nella mente. Ebbe il senso di venir bloccata davanti all’ingresso di qualcosa. Rimase a guardar fisso, a occhi chiusi, negli occhi di lui, e le parve di essere finalmente arrivata all’inizio di quel qualcosa che non aveva saputo iniziare, e vide lui che si allontanava sempre di più, che s’inoltrava sempre di più nel buio finché fu il puntino di luce.”

Un romanzo comico e, in quanto tale, serissimo, diceva Flannery O’Connor di questo suo romanzo costruito intorno a un mistero, allo scopo di intensificarlo. Haze è ex reduce che si inventa predicatore. Vuole la sua chiesa, la Chiesa della Verità senza Gesù Cristo Crocefisso, ma vuole anche morire, o forse vuole le due cose insieme. Mentre è in viaggio verso una città peccaminosa, dal nome strano, medita sulla morte e sull’anima. Haze è pieno di principi in cui non crede. È un mistero per se stesso e la sua risata è spaventosa. Non ha le idee chiare. Si ripromette qualcosa e poi fa l’opposto. Vuole mantenersi puro per evitare di incontrare il Gesù di cui gli parlava il nonno, uno con cui è meglio non avere a che fare, ma appena sceso dal treno va a trovare una prostituita con cui perde la verginità. Haze, come la sua storia, è violento e comico, si muove in un mondo popolato di animali umani, di promesse mancate, attraversato da una fede irrazionale, dalla paura, da imperativi grotteschi ai quali mancherà fino a diventare la vittima della sua stessa intransigenza. E tutto questo è narrato da Flannery O’Connor alla sua maniera, secondo le leggi che regolano la sua voce. La fedeltà alla realtà visibile, al particolare concreto che rende reale e tangibile il mistero, l’accumulazione dei dettagli, la coincidenza tra il senso morale di chi scrive e il suo senso drammatico. La meravigliosa inimitabile reticenza di una mente sgombra dalle false emozioni.

C’è bisogno che vi inviti a leggere anche tutti i suoi racconti? (ci torneremo)

E il suo secondo romanzo “Il cielo è dei violenti”

E i suoi saggi sulla scrittura racconti nel volume “ Nel territori del diavolo”

 

#inventario#iletture#immaginario#congetturesujakob

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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