La scena del crimine di Alberto Laiseca

Pubblicato sulla rivista L’Irrequieto (Ottobre 2018) QUI Era, Juan Carlos, un uomo buono e pacifico, incapace anche soltanto di castrare un uccello o strappare gli occhi a un elefante. In date circostanze avrebbe potuto, questo sì, votare a favore di una qualche mozione per segare le gobbe ai cammelli, ma in totale buonafede, presumendo cioèContinua a leggere “La scena del crimine di Alberto Laiseca”

Tu che eri ogni ragazza

“La sonificazione della vergogna indifesa mobilita e infuria. Ke skifo. La luce si disperde in componenti spettrali adulterati. Oggi è qui e qui è sempre oggi. È ancora nella giungla. Le danno la caccia. Perché? Il mistero di quell’odio vuoto che la segue e la precede distilla aggressività eseguita dagli alberi che le urlano contro,Continua a leggere “Tu che eri ogni ragazza”

Il catalogo Sátántangó : configurazioni del visibile e anomalie formali.

Titolo originale: Sátántangó Ungheria/ Germania/ Svizzera 1994; b/n, 450’ Regia: Béla Tarr Interpreti: Miklos B. Szekely, Janos Derzsi, Putyi Horvath, Mihaly Vig Se sentivate che questo posto era maledetto perché non avete fatto qualcosa?Pensavate che un uovo oggi fosse meglio di una gallina domani? Questa è una vigliaccheria, porta male. Le conseguenze sono gravi.Si tratta di impotenza,deplorevole impotenza. SiContinua a leggere “Il catalogo Sátántangó : configurazioni del visibile e anomalie formali.”

Un angelo migliore

“Qualcuno stava assassinando gli animaletti del nostro quartiere. Li trovavamo sulla strada davanti a casa, e da lontano sembravano vittime di automobilisti imprudenti, ma da vicino si vedeva che il corpo era paffutello e tondo, non piatto, e segnato dai tagli precisi e rettangolari di una lama. Talvolta giacevano in pozze di sangue rappreso, eContinua a leggere “Un angelo migliore”

Il canto temporaneo di Sherman Alexie

Pubblicato sulla rivista “L’Irrequieto” nella rubrica Esplorazioni. ( Aprile 2018) “Mi chiesi se un uomo potesse cantare per la sua stessa guarigione. Mi chiesi anche se mio padre avesse bisogno di aiuto per il canto. Erano molti anni che non cantavo in quel modo, ma mi unii a lui. Sapevo che il canto non gli avrebbeContinua a leggere “Il canto temporaneo di Sherman Alexie”

Le epifanie sensibili di Pablo Simonetti

Pubblicato sulla rivista “L’Irrequieto” nella rubrica Esplorazioni. (Maggio 2018) Il saggio è stato tradotto  dallo stesso Pablo Simonetti. (Giugno2018) QUI  Le epifanie sensibili di Pablo Simonetti di Emanuela Cocco   “Quando mi girai nuovamente verso il tavolo, mi parve che l’unica fonte di luce all’intorno fosse il bianco della tovaglia, sulla quale risaltavano piatti e bicchieri.Continua a leggere “Le epifanie sensibili di Pablo Simonetti”

Il secondo sesso

“La verità è che l’amore fisico non deve essere considerato né un fine assoluto né un semplice mezzo; non può giustificare un’esistenza: ma non gli è consentito ricevere nessuna giustificazione dal di fuori. Vale a dire che dovrebbe sostenere in ogni vita umana una parte episodica e autonoma. Vale a dire che prima di tuttoContinua a leggere “Il secondo sesso”

Zibaldone

“Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto l’ottenere, non è tolto né possibile a togliere il desiderare.” “…la grazia ha successione di parti, anzi non si dà grazia senza successione. Quindi veduta una parte resta desiderio e speranza delleContinua a leggere “Zibaldone”

Francesca

“Francesca” di Francesco Tacconi Di questo autore avevo letto pezzi sparsi sul suo profilo e sulla piattaforma Medium. La sua scrittura mi piaceva e in particolare mi piaceva un personaggio (Emily Dickinside) che è fatto di dialoghi veloci, di pensieri così ben scritti, nella forma e nel contenuto, che avrei voluto trovarli tutti riuniti in unContinua a leggere “Francesca”

The Glass Menagerie ( Lo zoo di vetro)

AMANDA: Rimettiti a sedere, e pensa a restar fresca e riposata per i tuoi pretendenti LAURA: Non aspetto nessun pretendente. AMANDA: (si avvia verso la cucina. Gaiamente) Verranno, verranno; ti faranno un’improvvisata. Mi ricordo un pomeriggio di domenica a Blue Montain… (ed è in cucina) TOM :Ce lo ricordiamo anche noi! Ci perseguita, quel pomeriggioContinua a leggere “The Glass Menagerie ( Lo zoo di vetro)”

Morte di un commesso viaggiatore

LINDA – Cerca di riposare. Vuoi che ti canti qualcosa? WILLY – Sì, cantami qualche cosa. Quando entrò in campo la sua squadra – lui era il più alto, ti ricordi? LINDA – Oh, sì. Sembrava d’oro. WILLY – Come un giovane Dio. Apollo – una cosa così. E il sole, attorno a lui tuttoContinua a leggere “Morte di un commesso viaggiatore”

Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)

“JIMMY – Oh, mia carissima moglie, quante cose devi ancora imparare. Io spero soltanto che le imparerai, un giorno o l’altro. Se solo…se solo ti succedesse qualcosa a svegliarti dal tuo placido sonno. Se avessi un bambino, e ti morisse. Vederlo crescere, veder emergere un essere formato, da quel mucchietto di gomma e di rughe.Continua a leggere “Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)”

Casa d’altri

Questo è il racconto. Questo e non un altro. Lo dicono in molti, della sua perfezione, della sua bellezza, e io lo confermo. Non occorre, quindi, dire molto di più. Solo, mi chiedo: perché perfetto? Perché così bello e definitivo? La risposta che mi sono data è che questo racconto contiene una domanda che ognunoContinua a leggere “Casa d’altri”

A Judgement in Stone

“Fredda, innaturalmente fredda e distante, pensò lui. Oppure solo profondamente timida? Eunice non era timida. Né aveva voltato le spalle al bambino perché aveva paura del libro. Non direttamente, almeno. La risposta era semplice: a lei i bambini non interessavano affatto. Sarebbe forse più giusto dire che non le interessavano i bambini perché esistevano iContinua a leggere “A Judgement in Stone”

E morì a occhi aperti

“Più tardi domando a Barbara perché si lascia abbracciare a quel modo e lei scrolla di nuovo le spalle, chiedendomi perché mai dovrebbe badarci. Perché a me secca, le rispondo. Suggerisce, soffocando una risata, che allora dovrei essere io a reagire, se la considero la mia ragazza. Ma più tardi, in camera, mi dice cheContinua a leggere “E morì a occhi aperti”

I ragazzi del massacro

“Avevano già levato le coperte, lei stava in un antiquato, patetico baby doll giallo, già stecchita, il viso alterato da una smorfia di sofferenza e dall’ematoma sotto l’occhio destro, l’armonia della fronte alterata anch’essa dal grosso ciuffo di capelli che bestialmente le avevano strappato, creando un’innaturale tragicomica calvizie, tutto il torace rigonfio , arrotondato aContinua a leggere “I ragazzi del massacro”

Le strane combinazioni che fa il tempo

Il racconto è stato pubblicato con Urban Apnea Edizioni, un progetto che seguo e tengo d’occhio. Lo trovate qui : https://www.urbanapneaedizioni.it/ IL CONVITATO# Le strane combinazioni che fa il tempo di Valentina Di Cesare “Trovo che il passato sia un tempo eroico, forse macchiato di hybris ma sempre bello, bellissimo, affascinante…” Un giovane filosofo, innamorato di una ragazzaContinua a leggere “Le strane combinazioni che fa il tempo”

Fosca

“Non è vero che l’amore sia una questione di sentimenti, esso non è che una questione di nervi, di fluidi, di armonie animali: l’identità dei caratteri, la stima lo fortificano, non lo creano. Noi siamo spesso ingannati da queste cause apparenti, perché l’identità del carattere non è che un effetto dell’identità della costituzione” No, nonContinua a leggere “Fosca”