Francesca

“Francesca” di Francesco Tacconi Di questo autore avevo letto pezzi sparsi sul suo profilo e sulla piattaforma Medium. La sua scrittura mi piaceva e in particolare mi piaceva un personaggio (Emily Dickinside) che è fatto di dialoghi veloci, di pensieri così ben scritti, nella forma e nel contenuto, che avrei voluto trovarli tutti riuniti in unContinua a leggere “Francesca”

The Glass Menagerie ( Lo zoo di vetro)

AMANDA: Rimettiti a sedere, e pensa a restar fresca e riposata per i tuoi pretendenti LAURA: Non aspetto nessun pretendente. AMANDA: (si avvia verso la cucina. Gaiamente) Verranno, verranno; ti faranno un’improvvisata. Mi ricordo un pomeriggio di domenica a Blue Montain… (ed è in cucina) TOM :Ce lo ricordiamo anche noi! Ci perseguita, quel pomeriggioContinua a leggere “The Glass Menagerie ( Lo zoo di vetro)”

Morte di un commesso viaggiatore

LINDA – Cerca di riposare. Vuoi che ti canti qualcosa? WILLY – Sì, cantami qualche cosa. Quando entrò in campo la sua squadra – lui era il più alto, ti ricordi? LINDA – Oh, sì. Sembrava d’oro. WILLY – Come un giovane Dio. Apollo – una cosa così. E il sole, attorno a lui tuttoContinua a leggere “Morte di un commesso viaggiatore”

Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)

“JIMMY – Oh, mia carissima moglie, quante cose devi ancora imparare. Io spero soltanto che le imparerai, un giorno o l’altro. Se solo…se solo ti succedesse qualcosa a svegliarti dal tuo placido sonno. Se avessi un bambino, e ti morisse. Vederlo crescere, veder emergere un essere formato, da quel mucchietto di gomma e di rughe.Continua a leggere “Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)”

Casa d’altri

Questo è il racconto. Questo e non un altro. Lo dicono in molti, della sua perfezione, della sua bellezza, e io lo confermo. Non occorre, quindi, dire molto di più. Solo, mi chiedo: perché perfetto? Perché così bello e definitivo? La risposta che mi sono data è che questo racconto contiene una domanda che ognunoContinua a leggere “Casa d’altri”

A Judgement in Stone

“Fredda, innaturalmente fredda e distante, pensò lui. Oppure solo profondamente timida? Eunice non era timida. Né aveva voltato le spalle al bambino perché aveva paura del libro. Non direttamente, almeno. La risposta era semplice: a lei i bambini non interessavano affatto. Sarebbe forse più giusto dire che non le interessavano i bambini perché esistevano iContinua a leggere “A Judgement in Stone”

E morì a occhi aperti

“Più tardi domando a Barbara perché si lascia abbracciare a quel modo e lei scrolla di nuovo le spalle, chiedendomi perché mai dovrebbe badarci. Perché a me secca, le rispondo. Suggerisce, soffocando una risata, che allora dovrei essere io a reagire, se la considero la mia ragazza. Ma più tardi, in camera, mi dice cheContinua a leggere “E morì a occhi aperti”

I ragazzi del massacro

“Avevano già levato le coperte, lei stava in un antiquato, patetico baby doll giallo, già stecchita, il viso alterato da una smorfia di sofferenza e dall’ematoma sotto l’occhio destro, l’armonia della fronte alterata anch’essa dal grosso ciuffo di capelli che bestialmente le avevano strappato, creando un’innaturale tragicomica calvizie, tutto il torace rigonfio , arrotondato aContinua a leggere “I ragazzi del massacro”

Le strane combinazioni che fa il tempo

Il racconto è stato pubblicato con Urban Apnea Edizioni, un progetto che seguo e tengo d’occhio. Lo trovate qui : https://www.urbanapneaedizioni.it/ IL CONVITATO# Le strane combinazioni che fa il tempo di Valentina Di Cesare “Trovo che il passato sia un tempo eroico, forse macchiato di hybris ma sempre bello, bellissimo, affascinante…” Un giovane filosofo, innamorato di una ragazzaContinua a leggere “Le strane combinazioni che fa il tempo”

Fosca

“Non è vero che l’amore sia una questione di sentimenti, esso non è che una questione di nervi, di fluidi, di armonie animali: l’identità dei caratteri, la stima lo fortificano, non lo creano. Noi siamo spesso ingannati da queste cause apparenti, perché l’identità del carattere non è che un effetto dell’identità della costituzione” No, nonContinua a leggere “Fosca”

Miss Brill

“Oh, com’era affascinante! Come si divertiva! Come le piaceva stare lì seduta a guardarsi intorno! era come a teatro. Era esattamente come a teatro. Chi l’avrebbe creduto che il cielo sullo sfondo non era dipinto?” In una domenica sfavillante, una signora attempata, esperta nell’arte di ascoltare, siede sulla panchina di una piazza, con indosso ilContinua a leggere “Miss Brill”

Tasto pausa

 Convitato#Tasto Pausa di Lucia Ghirotti Due che si amano e poi basta, niente, la storia si è interrotta, non si vedranno più. Lui ha promesso, a lei, a se stesso, al ricordo di come era essere lui e lei, di non cercarla più, di chiuderla lì, con l’immagine di lei che esce un giorno comeContinua a leggere “Tasto pausa”

Così fan tutte

FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUGLIELMO  Mi si divide il cor, bell’idol mio!  Addio! Addio! Addio! DON ALFONSO (fra sé)  Io crepo, se non rido! Così fan tutte: un dramma giocoso, libretto d’opera di Lorenzo Da Ponte (è lui il vero Don Giovanni) musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. L’ultima delle tre opere comiche nate da questaContinua a leggere “Così fan tutte”

Donna

«Lei scia molto bene» disse l’uomo guardandola in quel modo indecifrabile (gli occhi erano molto neri e il bianco, bianchissimo). «Come un ragazzo» La donna disse con voce malsicura: «Non è un complimento». «E invece lo è» disse l’uomo. “Lei ha i modi del ragazzo, la pelle, perfino la voce». «Perché, che voce ho?». SiContinua a leggere “Donna”

LULU

“Lulu: Guardandomi allo specchio mi è venuta voglia di essere un uomo…mio marito! Alwa: Si direbbe che invidi tuo marito per la felicità che gli procuri…” Con Lulu Wedekind brutalizza il teatro naturalista sconvolgendolo con l’esibizione della carnalità del desiderio. Tutto quanto ci si era premurati di nascondere, di tacere, tutto quello che sulla scenaContinua a leggere “LULU”