Il secondo sesso

“La verità è che l’amore fisico non deve essere considerato né un fine assoluto né un semplice mezzo; non può giustificare un’esistenza: ma non gli è consentito ricevere nessuna giustificazione dal di fuori. Vale a dire che dovrebbe sostenere in ogni vita umana una parte episodica e autonoma. Vale a dire che prima di tuttoContinua a leggere “Il secondo sesso”

Zibaldone

“Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto l’ottenere, non è tolto né possibile a togliere il desiderare.” “…la grazia ha successione di parti, anzi non si dà grazia senza successione. Quindi veduta una parte resta desiderio e speranza delleContinua a leggere “Zibaldone”

Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)

“JIMMY – Oh, mia carissima moglie, quante cose devi ancora imparare. Io spero soltanto che le imparerai, un giorno o l’altro. Se solo…se solo ti succedesse qualcosa a svegliarti dal tuo placido sonno. Se avessi un bambino, e ti morisse. Vederlo crescere, veder emergere un essere formato, da quel mucchietto di gomma e di rughe.Continua a leggere “Look Back in Anger (Ricorda con rabbia)”

A Judgement in Stone

“Fredda, innaturalmente fredda e distante, pensò lui. Oppure solo profondamente timida? Eunice non era timida. Né aveva voltato le spalle al bambino perché aveva paura del libro. Non direttamente, almeno. La risposta era semplice: a lei i bambini non interessavano affatto. Sarebbe forse più giusto dire che non le interessavano i bambini perché esistevano iContinua a leggere “A Judgement in Stone”

I ragazzi del massacro

“Avevano già levato le coperte, lei stava in un antiquato, patetico baby doll giallo, già stecchita, il viso alterato da una smorfia di sofferenza e dall’ematoma sotto l’occhio destro, l’armonia della fronte alterata anch’essa dal grosso ciuffo di capelli che bestialmente le avevano strappato, creando un’innaturale tragicomica calvizie, tutto il torace rigonfio , arrotondato aContinua a leggere “I ragazzi del massacro”

Fosca

“Non è vero che l’amore sia una questione di sentimenti, esso non è che una questione di nervi, di fluidi, di armonie animali: l’identità dei caratteri, la stima lo fortificano, non lo creano. Noi siamo spesso ingannati da queste cause apparenti, perché l’identità del carattere non è che un effetto dell’identità della costituzione” No, nonContinua a leggere “Fosca”

Così fan tutte

FIORDILIGI, DORABELLA, FERRANDO E GUGLIELMO  Mi si divide il cor, bell’idol mio!  Addio! Addio! Addio! DON ALFONSO (fra sé)  Io crepo, se non rido! Così fan tutte: un dramma giocoso, libretto d’opera di Lorenzo Da Ponte (è lui il vero Don Giovanni) musiche di Wolfgang Amadeus Mozart. L’ultima delle tre opere comiche nate da questaContinua a leggere “Così fan tutte”

Donna

«Lei scia molto bene» disse l’uomo guardandola in quel modo indecifrabile (gli occhi erano molto neri e il bianco, bianchissimo). «Come un ragazzo» La donna disse con voce malsicura: «Non è un complimento». «E invece lo è» disse l’uomo. “Lei ha i modi del ragazzo, la pelle, perfino la voce». «Perché, che voce ho?». SiContinua a leggere “Donna”

LULU

“Lulu: Guardandomi allo specchio mi è venuta voglia di essere un uomo…mio marito! Alwa: Si direbbe che invidi tuo marito per la felicità che gli procuri…” Con Lulu Wedekind brutalizza il teatro naturalista sconvolgendolo con l’esibizione della carnalità del desiderio. Tutto quanto ci si era premurati di nascondere, di tacere, tutto quello che sulla scenaContinua a leggere “LULU”

La saggezza nel sangue

“Non aveva mai osservato la sua faccia più composta che in quel momento e gli afferrò la mano e se la tenne sul cuore. Era inerte e secca. Sotto la pelle risaltava nitido il contorno di un teschio e le occhiaie fonde bruciate sembravano condurre nel tunnel buio dove lui era sparito. La donna siContinua a leggere “La saggezza nel sangue”

Ultima uscita per Brooklyn

“Harry lancia la lama di sottomano mirando a lei e strillando fappresto deciditi! E lei solleva la gamba sinistra d’istinto, si copre la faccia con le mani, si volta e strilla OOOOOOOOOO mentre il coltello rimbalza dalla parete alle sue spalle e colpisce il marciapiede, scivolando a meno di un metro. Harry e Vinnie ridonoContinua a leggere “Ultima uscita per Brooklyn”

L’esistenzialismo è un umanismo

“Ma l’esistenzialista quando descrive un vile dice che questo vile è responsabile della sua viltà. Questo vile non è così per il fatto che ha un cuore, un polmone o un cervello vile; non è così in base ad una particolare organizzazione fisiologica: è così perché con i suoi atti si è dato la formaContinua a leggere “L’esistenzialismo è un umanismo”

Brand

“Brand: Anima mia, resisti, resisti fino alla fine! Sì, è vero! La vittoria suprema sta nel perdere ogni cosa.  La sconfitta, la perdita di tutto, è il vero grande guadagno.  Solo ciò che si perde si possederà in eterno.” La verità nei drammi di Ibsen è una spaventosa minaccia, un antefatto fantasma che paralizza eContinua a leggere “Brand”

La ragazza Carla

“Chissà cosa vuol dire debolezza Forza, nella gente, spina dorsale. Chissà che cosa sanno quanti sanno Ciò che vogliono, che spingono avanti la certezza di essere, come fossero da sempre uomini, e per sempre” Non so se questa storia è comune a molti, oppure a pochi. Di certo è universale. La storia di “come siContinua a leggere “La ragazza Carla”

“…procedeva arrogantemente nella via affollata, urtando spalle, spingendo la gente per non uscire di rotta. Portava un cilindro piuttosto sfatto appena inclinato sull’orecchio, e batteva i tacchi sul selciato. Sembrava sempre in atto di sfidare qualcuno, i passanti, le case, la città intera, esibizione dell’aitante militare caduto nel mondo dei civili. Nel suo completo daContinua a leggere

La casa della gioia

“Era tutto quel che sapeva, tutto quello che poteva sperare di capire. Le labbra mute sul cuscino gli rifiutavano ogni ulteriore spiegazione: a meno che, in effetti, non gli avessero già detto ogni cosa quando l’avevano baciato sulla fronte. Sì, ora riusciva a leggere in quell’addio tutto ciò che il suo cuore desiderava…” Siamo abituatiContinua a leggere “La casa della gioia”

Emma Bovary e Anna Karenina

“Restò smarrita nella stupefazione; aveva coscienza di se stessa solo per il battito delle vene che credeva di sentir sfuggire come una musica assordante che riempisse la campagna” (Emma) “Non siamo forse tutti gettati nel mondo per odiarci a vicenda, e poi tormentare noi stessi e gli altri? (Anna) Un noto giochino consiste nel domandareContinua a leggere “Emma Bovary e Anna Karenina”

Berlin Alexanderplatz

“Abbiamo gambe, abbiamo denti, abbiamo braccia, che si azzardi uno a venire a morderci, che venga uno a mordere Franz. Lui ha due braccia, due gambe, ha muscoli e ti riduce tutto in frantumi. Imparate a conoscerlo, Franz, non è un pulcinella. E quel che abbiamo lasciato dietro e quello che ci aspetta ancora, vengaContinua a leggere “Berlin Alexanderplatz”

Michael Kohlhaas

“e attraverso il dolore di scorgere il mondo in un così mostruoso disordine, balenò l’intima soddisfazione di vedere l’ordine nel proprio petto.” Qui siamo al centro della devastazione dell’immaginario di chi, io, da sempre desidera restituire in un racconto la collera distruttiva di un giusto che viene umiliato e sopraffatto. Ma il modello è inarrivabile.Continua a leggere “Michael Kohlhaas”

La montagna magica

La montagna incantata, o magica. Il desiderio di chiudersi in un sanatorio, come Hans Castorp. La sedia a sdraio, la coperta, un paio di libri. Stare lì fermi davanti a  un paesaggio innevato, sentire il sole sul viso, lasciar scorrere il   tempo senza una direzione, vivere il suo moto circolare. Certo, come dice Settembrini:  “MalattiaContinua a leggere “La montagna magica”