La casa occupata di Alfredo Zucchi

È così: sono tutti rinchiusi qua dentro, si dibattono contro le pareti per trovare quel foro da cui guardare il caso in faccia.  (Alfredo Zucchi, “La bomba voyeur”, Rogas Edizioni, 2018) (Pubblicato ulla rivista “LIrrequieto”, febbraio 2019) Un ragazzo è chiuso in una casa, è stato rapito, gode del suo sequestro. La casa è unContinua a leggere “La casa occupata di Alfredo Zucchi”

A Judgement in Stone

“Fredda, innaturalmente fredda e distante, pensò lui. Oppure solo profondamente timida? Eunice non era timida. Né aveva voltato le spalle al bambino perché aveva paura del libro. Non direttamente, almeno. La risposta era semplice: a lei i bambini non interessavano affatto. Sarebbe forse più giusto dire che non le interessavano i bambini perché esistevano iContinua a leggere “A Judgement in Stone”

I ragazzi del massacro

“Avevano già levato le coperte, lei stava in un antiquato, patetico baby doll giallo, già stecchita, il viso alterato da una smorfia di sofferenza e dall’ematoma sotto l’occhio destro, l’armonia della fronte alterata anch’essa dal grosso ciuffo di capelli che bestialmente le avevano strappato, creando un’innaturale tragicomica calvizie, tutto il torace rigonfio , arrotondato aContinua a leggere “I ragazzi del massacro”

Fosca

“Non è vero che l’amore sia una questione di sentimenti, esso non è che una questione di nervi, di fluidi, di armonie animali: l’identità dei caratteri, la stima lo fortificano, non lo creano. Noi siamo spesso ingannati da queste cause apparenti, perché l’identità del carattere non è che un effetto dell’identità della costituzione” No, nonContinua a leggere “Fosca”

“…procedeva arrogantemente nella via affollata, urtando spalle, spingendo la gente per non uscire di rotta. Portava un cilindro piuttosto sfatto appena inclinato sull’orecchio, e batteva i tacchi sul selciato. Sembrava sempre in atto di sfidare qualcuno, i passanti, le case, la città intera, esibizione dell’aitante militare caduto nel mondo dei civili. Nel suo completo daContinua a leggere

Berlin Alexanderplatz

“Abbiamo gambe, abbiamo denti, abbiamo braccia, che si azzardi uno a venire a morderci, che venga uno a mordere Franz. Lui ha due braccia, due gambe, ha muscoli e ti riduce tutto in frantumi. Imparate a conoscerlo, Franz, non è un pulcinella. E quel che abbiamo lasciato dietro e quello che ci aspetta ancora, vengaContinua a leggere “Berlin Alexanderplatz”